Quando paghi 1,80 euro al litro di benzina, dove vanno questi soldi? La risposta è più interessante — e sconfortante — di quanto si creda.
La struttura del prezzo
Il prezzo della benzina è composto da quattro elementi principali: il costo del greggio, il costo di raffinazione e distribuzione, le accise, e l'IVA.
Le accise: la parte più grande
Le accise sulla benzina in Italia ammontano a 0,7284 euro per litro. Su un prezzo di 1,80 €/litro, le accise rappresentano circa il 40% del totale. Sono la componente più pesante e non dipendono dal prezzo del petrolio.
L'IVA
L'IVA al 22% si applica sull'intero prezzo, accise incluse. Questo significa che lo Stato incassa l'IVA anche sulle accise — di fatto, una tassa sulla tassa. Su 1,80 €/litro, l'IVA vale circa 0,33 euro.
Greggio e raffinazione
Il costo del petrolio grezzo e la sua raffinazione in benzina costituisce circa il 30–40% del prezzo finale. Questa è la componente che varia con i mercati internazionali.
Il margine del distributore
Il gestore del distributore incassa una margine di 3–7 centesimi al litro, da cui deve pagare dipendenti, affitto, energia e manutenzione. È spesso la componente più piccola del prezzo.
Perché i prezzi cambiano ogni giorno?
I prezzi cambiano perché il costo del greggio varia ogni giorno sui mercati internazionali, e i gestori aggiornano i prezzi di conseguenza. Le accise e l'IVA, invece, sono fisse per legge.
Il confronto europeo
L'Italia ha tra le accise sui carburanti più alte d'Europa, eredità di decenni di interventi straordinari (dalla guerra d'Etiopia del 1935 al terremoto del Belice del 1968) mai rimossi.